Ri-applicazioni

In questa sezione tenteremo di rispondere ad una delle domande più ricorrenti che si pongono coloro che concorrono a sviluppare o utilizzare un’ innovazione, quando si imbattono in un novel material come la fibra di carbonio (con questo termine infatti si intendono quei materiali che in qualche modo sono nuovi per il sistema industriale) ovvero.

Quali  problematiche comporta l’inserimento di questo materiale nella nostra società?

La problematica principale che si riscontra nello sviluppo di questo artefatto, in particolare nel corso della sua diffusione in diversi ambiti è la difficoltà a trovare una destinazione dopo il suo utilizzo. Il problema chiave è che la fibra di carbonio non può essere semplicemente fusa e riformata come l’ alluminio, essa richiede una “New waste management infrastructure”, ovvero un insieme di processi che permettano in primis di identificare e separare questi materiali compositi per poi riutilizzarli, rielaborarli o riciclarli. Questa issue ci porta a riflettere su uno dei temi cardine delle STS, il concetto di ritardo culturale. Con questo termine Ogburn fa riferimento alla situazione in cui una delle due ipotetiche parti di una cultura, tra loro correlate, cambia prima, o in misura maggiore rispetto all’altra. Determinando così un disadattamento reciproco rispetto all’equilibrio precedente (Ogburn, 2006). In questo caso è il novel material ad essersi sviluppato prima delle infrastrutture e delle politiche necessarie al reinserimento sul mercato del suo scarto, creando così il suddetto disequilibrio.

Green Alliance

Secondo Green Alliance , (http://www.green-alliance.org.uk) un think Tank bipartisan britannico, attraverso la corretta strategia e i corretti incentivi, la possibilità per i novel material  di essere riutilizzati, recuperati e riciclati può essere progettata al principio della sua produzione. Green Alliance, in quanto “serbatoio di idee” che presenta issues e propone soluzioni, si inserisce nella actor-network theory di Latour come un elemento sociale che dialoga con il settore scientifico e prova a colmare un gap che esiste tra un prodotto della scienza e Lay People (Callon, 1999). Intesi da Callon come cittadini non specialisti, i quali hanno comunque un ruolo nella produzione e diffusione di conoscenza.

Per un riutilizzo circolare

Ma per farlo sono necessarie infrastrutture adatte e politiche che ne definiscano le modalità. Come afferma l’articolo Getting It right from the start: Developing a circular economy for novel materials Green Alliance propone a sviluppatori dei materiali, fruitori e ad altri gruppi sociali l’opportunità di inserire la fibra di carbonio in un sistema economico circolare in modo da ottenere il miglior rendimento dei materiali, al loro massimo valore per più tempo possibile. Ciò avviene attraverso l’immissione sul mercato di prodotti progettati per avere una lunga durata, per essere facilmente riparabili e riciclabili, e attraverso sistemi che ritirano questi prodotti una volta inutilizzati per poi venderli ad un altro fruitore o riadattarli ad un altro uso.

Possibili soluzioni

Nello specifico, l’articolo pubblicato da Green Alliance propone tre soluzioni che porterebbero all’inserimento della fibra di carbonio applicata al settore automobilistico all’interno di un’economia circolare:

  • L’opportunità di progettare prodotti più facilmente scomponibili alla fine del loro utilizzo
  • Nuove tecnologie per il riciclaggio
  • Un aumento di valore per i compositi riutilizzati.
Pubblicità